Il mediatore finanziario  

I protestati e i cattivi pagatori non sempre hanno molte chance di ottenere credito da banche e finanziarie. Il loro trascorso, che li vede pagatori ritardatari o assenteisti, non li rende il cliente ideale per gli istituti di credito. Quando si subisce un protesto (un atto giudiziario che contrassegna i soggetti che hanno elargito assegni scoperti o non hanno risanato un debito), o si viene segnalato nel registro Crif (dove risiedono i nominativi di coloro che hanno saldato in grave ritardo la rata – o più – di un prestito) le banche conservano gli estremi del diretto interessato, per informare i prestatori futuri sulla loro inaffidabilità creditizia. Tuttavia ci sono alcune banche che concedono prestiti a questi soggetti, soprattutto se sono in grado di fornire alla finanziaria le giuste garanzie. Per capire meglio come fare è possibile consultare il sito internet http://www.guidaprestitiprotestati.it/.

Per avere maggiori possibilità di far accogliere la loro domanda, i protestati e i cattivi pagatori possono usufruire dell’aiuto di un mediatore finanziario. Questa figura professionale si occupa di fare da tramite tra banca e richiedente, essendo però super partes. Il suo lavoro è quello di parlare con il richiedente, e cercare in seguito una soluzione finanziaria adatta alle sue esigenze. Talvolta può redigere una sorta di istruttoria, per agevolare il lavoro dell’istituto di credito. Il compito di un mediatore finanziario quindi è quello di indirizzare il cliente verso un prestito che possa sottoscrivere senza difficoltà. Allo stesso tempo farà da tramite con la banca stessa, mettendo una “buona parola”.

Per esercitare il mestiere occorre essere iscritti nell’apposito Elenco tenuto dall’OAM, secondo le modalità stabilite dalla legge. Un mediatore non può assolutamente concedere prestiti, né far firmare contratti al richiedente – in nessun caso. Inoltre non può fare favoritismi, o prendere scorciatoie illegali per concedere fondi a conoscenti o associazioni convenzionate. I mediatori pertanto non possono occuparsi di fare pubblicità e propaganda a determinate offerte di prestito, così come non possono in alcun modo prediligere una finanziaria a un’altra. Il loro lavoro deve essere svolto con minuzia e buone intenzioni, pena l’esclusione dall’albo sopra citato – e il divieto di esercitare ancora come mediatore finanziario.